martedì 19 aprile 2011
Il crollo finale per un nuovo inizio
Le tradizioni vanno rispettate. Sempre. E quella decisamente più storica della Roma è sempre stata di non avere mezze misure. Ad esempio siamo abituati, da anni, a vedere una stagione clamorosamente positiva seguita da una vergognosa. E, limitatamente alle singole partite, sono sempre state rare le sconfitte di misura sofferte per l'avversario così come anche le vittorie conseguite allo stesso modo. Se si vince lo si fa alla grande, se si perde il tonfo non può che essere fragoroso. La sconfitta di stasera in Coppa Italia di fatto chiude un'annata mortificante e lo fa nella "giusta maniera". Novanta minuti di disordine assoluto, di svarioni non giustificabili nel professionismo e di giocatori con atteggiamenti al limite del sospetto. Solo a Roma abbiamo calciatori che ai primi timidi fischi spariscono dal campo, solo qui abbiamo attaccanti che dopo aver dilapidato occasioni clamorose non cercano il riscatto...finendo anzi per sparire sull'onda della loro fragile emotività di eterni incompiuti. Troppo ci sarebbe da dire su un gruppo che è lo stesso da cinque anni almeno. Su giocatori usurati nel fisico ed in particolar modo nell'approccio mentale, sempre sconfitti prima ancora di entrare in campo. Primi ad esaltarsi se il vento tira a favore e primi a deprimersi al primo rimpallo sfavorevole. Troppi processi andrebbero aperti su un gruppo nel quale palesemente dominano dei senatori che hanno, nemmeno in modo troppo nascosto, imposto alcuni giocatori al posto di altri. Come non ricordare oggi l'episodio avvenuto dopo la vittoria a San Siro contro il Milan (pur vergognosa nel gioco), quando De Rossi con le sue nette dichiarazioni finì per esautorare J.Sergio a vantaggio di Doni. Conseguenza inevitabile l'autogestione avvenuta dopo l'esonero di Ranieri con Montella messo in panchina a far le veci dei giocatori stessi. Improvvisamente spariti anche Greco, uno dei pochi a salvarsi nella stagione, e Simplicio. La presenza in campo costante di giocatori oramai finiti da anni, come Perrotta e Taddei. I risultati sono sotto agli occhi di tutti : dopo un mesetto appena decente, nel quale la Roma ha beneficiato del più classico effetto dato dall'esonero del precedente allenatore inviso a tutto il gruppo, sono ritornati in evidenza tutti i difetti più classici di questa squadra. Paradossalmente comunque tutto questo ha un aspetto positivo molto evidente : l'approccio e le prestazioni indegne hanno tolto ogni alibi ai giocatori nei confronti della futura (o presente oramai) dirigenza made in Usa. Non ci saranno più intoccabili, più incedibili. Tutti possono essere messi in discussione perchè tutti, sul campo, hanno dimostrato di non essere all'altezza. Capitan Futuro compreso, da anni in crollo verticale sul piano delle prestazioni. Lasciamo carta bianca al duo Sabatini-Baldini, senza che ci siano pressioni di alcun tipo e con una sola richiesta : fate in fretta e con decisione.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

2 commenti:
Doni è seriamente un caso umano da due anni, ogni tiro con lui è un gol sicuro, incredibile!
Tutta la squadra è un serio caso umano,dobbiamo rifare tutto da capo
Posta un commento